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Cos’è il clickbait e come funziona?

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Con clickbait (o clickbaiting, ovvero “Esca da click”) si indica un contenuto condiviso nel web (sito o post su blog) o sui social network, che ha lo scopo di attrarre il maggior numero di utenti. Lo scopo principale del clickbait è quello di aumentare le visite a un sito specifico per generare così notorietà, ma soprattutto rendite pubblicitarie: più un sito è visitato, più la pubblicità su quel sito avrà successo perché vista da molte persone. Il problema però è che lo stesso contenuto, potrebbe di fatto avere altri obiettivi come quello di farti cliccare su link scaricando senza accorgerti virus, software dannosi per la tua privacy o il tuo device.

La radice del clickbait è il clamore

“Leggi e condividi!!” “È uno schifo!! In che mondo siamo?!’ 
Mai incrociati post con questi toni? Partiamo da qui. È facile incontrare frasi o titoli come questi nel web e sui social: una conseguenza di una vera e propria cultura del terrore alla quale purtroppo assistiamo sempre più spesso e della quale siamo completamente soggiogati senza rendercene conto, ma è proprio qui che nascono la maggiorparte di contenuti con finalità di clickbait.

È triste pensare che la tendenza per tutti è quella di commentare solo quando qualcosa non va bene, di reagire solo al clamore, di condividere un contenuto solo quando c’è da lamentarsi di qualcosa o qualcuno e spesso senza verificare se la notizia è vera, ci rende tutti complici di cattiva informazione. Il negativo, il brutto, il terrore fa notizia ed è proprio su questo che alcune persone ‘giocano’ condividendo online notizie, immagini, video col duplice fine di creare paura per puro divertimento, oppure con l’obiettivo di portarti a cliccare su un link che a sua volta ti riporta su un sito esterno dalla piattaforma social.

Il clickbait spesso va a braccetto con le fake news: occhi aperti!

I temi e i contenuti di post con finalità di clickbait possono essere molti e pur di attirare l’attenzione si arriva a condividere vere e proprie fake news o notizie modificate. Spesso infatti i post clickbait non sono vere e proprie bufale, ma un mix sapiente fatto da un titolo shock o che incuriosisce, immagini e testo che lasciano percepire qualcosa che poi, spesso, rivelano tutt’altro come nel caso di clickbait che ti presento. Questo post, fatto per attirare l’attenzione è stato pubblicato come un’inserzione pubblicitaria ed è comparso, per intenderci, sulla destra della mia schermata di Facebook.

Struttura standard di un post con obiettivo clickbait

La struttura di un post con obiettivo clickbait è standard:

  1. titolo shock o che incuriosisce
  2. foto o video con fermo immagine che sembra essere riferita al titolo (ma spesso non lo è) oppure suscita indignazione
  3. se si parla di un tema caldo o di un personaggio popolare, ancora meglio perché attira l’attenzione

Una volta cliccato sul contenuto, l’utente è indirizzato automaticamente da Facebook a un sito esterno. A questo punto, si visualizza la pagina, puntualmente si scopre che non restituisce notizie utili e che quello che il titolo dava a intendere era chiaramente tendenzioso.

Il fine principale di clickbait però è stato raggiunto: l’utente ha cliccato, ha aperto un sito, l’ha visitato aumentando il numero di visitatori di quella pagina. Se ci fermassimo a queste azioni, potremmo in effetti affermare che ogni post, di qualsiasi sito o blog (anche questo) se ben strutturato e fatto con onestà può puntare al clickbait. Il problema nasce da ciò che succede appena atterri sul contenuto e sui siti che invece vogliono sfruttare il tuo click.

Questo, di fatti non è altro che lo stesso obiettivo di un cybercrime, cioè del phishing, del quale ti ho già parlato QUI, ma soprattutto QUI: l’unica differenza è che questo avviene tramite email.

Quando infatti apri il link, si inseriscono volutamente schede e pagine, pop-up (finestre automatiche) che si aprono appena iniziamo a visitare quella pagina. Spesso sono così tanto invasive da nascondere il contenuto che vorresti vedere e, pur di leggerlo, cerchi di cliccare e chiudere tutto ciò che non ti permette la visualizzazione o peggio, sei invitato a cliccare su quelle finestre (dimenticandoti il perché avevi aperto quel sito). Questo succede perché le finestre a loro volta mostrano contenuti curiosi, a volte vincite straordinarie sei il centesimo visitatore! Hai vinto uno smartpgone’tu ci caschi a piè pari, clicchi e ti ritrovi con un software scaricato sullo smartphone di chissà chi e con chissà quale finalità.

Ecco, proprio in questa azione si nasconde spesso il tranello: su uno smartphone è difficile non cliccare su quelle finestre che mostrano pubblicità e spesso è proprio lì che questi siti desiderano portarci a nostra insaputa e, ancora più spesso, è attraverso queste azioni che andiamo a scaricare contenuti o software senza accorgercene.

Ancora una volta quindi è necessario conoscere per evitare pericoli e stare attenti: dove c’è troppo clamore, polemica, livore… ecco… evita di cliccare e vai altrove… un buon consiglio? Spegnere lo smartphone e farti una bella passeggiata all’aria aperta 😉


Contenuti tratti dal libro ‘Social Education, vivere il web e i social network senza rischi‘ di Rosa Giuffrè

Social Education libro di Rosa Giuffrè
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Rosa Giuffrè

Consulente per la comunicazione digitale, formatrice e blogger. Docente e autrice di libri sull'educazione digitale, Social Education e Cultura digitale. Collaboro con aziende, enti di formazione, scuole, agenzie e professionisti in tutta Italia: li affianco e li aiuto ad abitare il web e i social network in modo sicuro, efficace e con successo perché 'il futuro è semplice... è la gente che è troppo complicata!'

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